Mi piacerebbe avere il parere di qualche economista in merito alla possibilità di sviluppo economico di un territorio seguendo i criteri ormai noti a tutti del consumo di prodotti del territorio definiti a Km zero.
Prima di tutto non si capisce perché i sacrosanti comandamenti del Km zero debbono essere osservati solo dal comparto agroalimentare mentre tutto il resto viene sdoganato senza che nessuno si stracci le vesti. Tutti hanno diritto al telefonino di importazione o l’auto estera, perché non comprare mobili a Km zero?
Se un territorio diventa con economia Km zero vuol dire che all’interno di quel territorio circola la stessa quantità di moneta che con infinite transazioni passa di mano da venditore a compratore.
Lentamente il territorio si impoverisce perché per effetto ( almeno) della imposizione fiscale e delle perdite finanziarie una parte della ricchezza drena fuori dal territorio reso puro dall’economia a Km zero.
I sostenitori di questo modello di sviluppo si sono dimenticati di spiegare che tutto ciò è possibile sacrificando uno o pochi settori ( in questo caso il mondo produttivo agricolo) e lasciando agli altri comparti la possibilità di fare l’economia vera aperta e libera.
Il territorio da Km Zero nel giro di pochi anni diventa a Economia Zero.
Faccio riferimento all’incontro organizzato da Laboratorio Faenza sul tema integrazione lo scorso 27 Luglio a Faenza.
Il tema è interessante e attuale i relatori hanno reso il loro punto di vista più che altro orientato verso la tesi che accoglienza e integrazione sono la strada maestra per una nuova società che rispetta la legalità, i diritti umani, che si sviluppa economicamente e socialmente.
Lo sviluppo di una società multietnica, nel rispetto della legalità e della crescita economico sociale dei cittadini credo che trovi d’accordo gran parte dei Faentini.
Ragionando sugli interventi che ho ascoltato quella sera, mi sorgono alcune considerazioni che vorrei esternare:
1) Il concetto di integrazione che è emerso in maniera preponderante dagli interventi era quello di Integrazione = Documenti in regola = Casa = lavoro = Assistenza sanitaria. Vista così l’integrazione appare come una accettazione di forza lavoro fresca, purchè non “ si allarghi troppo” , nessuno ha detto cosa ne pensa dell’integrazione di questi cittadini nella dirigenza della società e se qualcuno è disposto a lasciare il posto dirigenziale non solo per un giovane ma ad un immigrato estero.
2) La dirigenza non è solo politica ma anche economica. Quanti immigrati soci di aziende fanno parte dei consigli di amministrazioni delle medesime, siamo disposti ad integrare a questo livello o la collocazione dell’immigrato è in una “ vita di sponda”?
3) Parliamo di cooperative: molte cooperative “ bianche” hanno gli statuti che nei primi articoli sanciscono l’adesione ai principi cattolici e della dottrina sociale della Chiesa. Questa la domanda: per essere accoglienti dobbiamo laicizzare i nostri statuti?
SEGUITE ON-LINE LA CONFERENZA IN DIRETTA
DALLA POLTRONA DEL VOSTRO UFFICIO
Vi invitiamo a partecipare al prossimo evento del Progetto Comunicare, versione 2.0, che si svolgerà interamente on-line Mercoledì 22 Aprile alle ore 15.00.
La partecipaizone è gratuita previa registrazione utilizzando il relativo MODULO ON-LINE >> CONTINUA
AGRICOLTURA – CIBO
Tra responsabilità sociale, reddito e marketing
MER 18 MARZO 20.30
Sala “Giovanni Dalle Fabbriche”
Via Laghi, 81 FAENZA (RA)
Moderatore: Tazzari Lorenzo (Giornalista “Il Resto del Carlino”)
I cortei e le manifestazioni studentesche degli ultimi tempi, risvegliano in me un tema che mi è caro e che in varie occasioni ho sollevato nella piena consapevolezza di avere una influenza tendente a zero in merito alle scelte politico- strategiche delle locali amministrazioni.
L’argomento è la proliferazione di corsi di laurea e micro atenei che negli ultimi tempi fanno parte di questo cangiante panorama scolastico che un tempo si voleva concentrato nelle grandi città dove tradizionalmente avevano sede i prestigiosi atenei e ora che ora trovi anche nei piccoli centri. CONTINUA
Come preannunciato è un’esperienza personale ma di cui siccome sono altamente soddisfatto e conto di trovare tanti altri soggetti interessati, mi sembra interessante lanciare anche questo “messaggio” e chissà se riusciremo a proporre una “uscita di gruppo” fra cooperatori e non.
L’esperienza con il “mio camper” nasce all’inizio di quest’anno quando dopo una serie di valutazioni su come trascorrere le vacanze ed i momenti di libertà, ho deciso che era un’esperienza da provare. Avevo già avuto altre occasioni di sperimentare le vacanze in camper come “ospite” di amici e sono stati così bravi a farmi stare bene che ho deciso che DOVEVO AVERE UN MIO CAMPER.
Stimolato dagli altri giovani cooperatori a “movimentare” il blog ho pensato di prendermi un po’ di tempo per il primo articolo su un Blog. E’ da un pochetto che avevo la voglia di essere partecipe di un blog e visto che all’interno dell’associazione è un valido strumento che abbiamo a disposizione, ho ben pensato di provarci anche io
Ora la decisione era “ma cosa potrò dire di interessante per stimolare visite, commenti e partecipazione di altri” ed essendo in una fase “incasinata” su altre idee non mi riusciva di pensare a qualcosa di così interessante, per cui ho pensato che la prossima volta lancerò un sasso “sulle cosiddette vacanze in plein air” e precisamente con un camper, visto che è una nuova esperienza di quest’anno che mi sta piacendo tantissimo, ma questa volta mi sento proprio in dovere di divulgare il “senso di appartenenza” ai Giovani Cooperatori. CONTINUA
Per me è stata veramente una grande delusione quando ho appurato di essere il primo degli esclusi dalla finale del I° CooperGP
Io che in una precedente gara tra amici ero risultato il più veloce, non mi sapevo proprio spiegare una così grande disfatta.
Ripensando meglio alla svolgimento della manche di qualificazione, ho poi capito i motivi dei miei tempi alti:
prima di tutto l’essere finito in gruppo con un buon numero di “lumacone” che non facevo altro che ostruire il tragitto, con tempi doppi della media
secondo motivo: la curva “vigliacca”, contro la quale sono finito per sorpassare all’esterno un doppiato e che mi ha penalizzato non poco nei successi tentativi di giro veloce.
La stessa curva che ha tradito altri importanti contendenti nella manche finale…
Segnalo la prima iniziativa del progetto che intende far conoscere alle cooperative associate e ai dirigenti, con cadenza semestrale, le novità di un mondo in continua evoluzione come la comunicazione.
Si inizia con il convegno “Nuovi modi e nuove tecnologie“, con il seguente programma: